25 novembre 2016

Meet Tigro & Zorro


Pasticciando con pennelli
e colori per stoffa,
qualche giorno fa
sono nati due micetti.


L’idea era preparare
un pensiero di compleanno
per qualcuno che ama i gatti.
Con un paio di foto alla mano
ho cercato di riprodurre
i due gatti che fanno parte
della famiglia:
una striscia di colore qua,
un nasino rosa là.


Mescolare colori tra loro,
trovare il pennello giusto per il tratto da eseguire,
abbozzare i tratti di un musetto simpatico,
confrontare il risultato con l’originale.


Per un paio d’ore
(sì, perchè poi è venuto il taglio,
l’assemblaggio,
il cucito
e l’imbottitura ;) ),
per un paio d’ore mi son persa
tra stoffe e colori,
canticchiando le parole delle canzoni che uscivano dalla radio,
ed è stato molto rilassante.


Alla fine son nati questi due ciondoli
che si possono attaccare al portachiavi
e che,
così mi è stato detto,
verranno appesi all’albero di Natale
(sviluppo a cui non avevo pensato,
ma che mi sembra perfettamente azzeccato)!
Chissà che ne pensano i due originali
di questo loro ritratto morbidoso?


Mi sa che non appena l’albero sarà in posizione
andrò a dare un’occhiata
e, tra un grattino sotto il mento
e uno dietro l’orecchio,
intervisterò i diretti interessati ;)

Buon weekend

P.S.: ecco svelato il contenuto del pacchettino
apparso tra le foto del post precedente ;)

15 novembre 2016

Fotografista compulsiva



Eccomi di nuovo qua!
Tra una settimana
sostanzialmente passata a scuola
e le sensazioni contrastanti
che continua a lasciarmi
questo strano anno scolastico,
l’unica cosa che ho fatto ultimamente


Era tanto che giravo attorno
a questo social,
ma, a causa anche
di una fotocamera del cellulare
estremamente scarsa,
finora avevo rimandato.


Ai primi di settembre, tuttavia,
il mio vetusto apparecchio telefonico portatile
ha pensato di rassegnare le dimissioni
e dunque mi son vista costretta
ad acquisirne uno nuovo,
naturalmente dotato (si spera!!!)
di una tecnologia più avanzata,
nonché di una fotocamera lievemente migliore
rispetto al precedente.


Soprattutto i primi giorni,
sembravo una pazza che fotografava
qualsiasi cosa le capitasse a tiro
(parliamo di fiori, gatti, paesaggi, dita dei piedi,
impasti di muffin e via dicendo).


Dovevo sperimentare
(questa era la giustificazione).


E probabilmente Instagram è nato anche per questo,
per dare una valvola di sfogo ai fotografisti compulsivi
(ho anche inventato una parola,
perché in questo caso arrogarmi l’appellativo
di fotografa mi sembra un po’ troppo ;)
- le dita dei piedi, gente, le dita dei piedi!!! -).


Comunque alla fine
sono approdata anch’io in questi lidi
e se volete dare un’occhiata alle mie istantanee
mi trovate qui: nella_tana_del_coniglio


Buona settimana

P.S.: ovviamente le foto di questo post
vengono dal mio nuovissimo profilo Instagram ;)

4 novembre 2016

The freakiest show



This way or no way
You know, I’ll be free
Just like that bluebird
Now ain’t that just like me
David Bowie, Lazarus, 2016


David Bowie girava in metropolitana,
a Londra, 
con un libro in tasca.
Lo metteva in modo che spuntasse,
che se ne leggesse il titolo,
così che la gente pensasse che fosse
un intellettuale.


David Bowie aveva girato un corto
con la tecnica del mimo.
Parla del diventare una star,
dell’indossare una maschera,
dell’interpretare un personaggio.
È più facile essere qualcun altro,
è anche divertente, all’inizio.
Alla fine è qualcosa che ti si appiccica addosso,
che non riesci più a togliere,
che potrebbe ucciderti.
E nessuno se ne accorge.


David Bowie era uno, nessuno e centomila,
parole e musica insufficienti a contenerlo.
Eroico astronauta perduto nello spazio -
scintillante star in ascesa
in caduta libera.
Uomo dello spazio caduto sulla terra,
esile, bianco duca
- astronauta drogato, non più che polvere,
spietato re di elfi malvagi ...


Contaminazioni,
sperimentazioni,
colori.
Se non avesse avuto la musica,
se non fosse andato oltre la musica,
sarebbe stato solo un semplice scrittore.
E non sarebbe stato abbastanza.


Ascoltava brani di Jazz che non capiva.
Li ascoltava e riascoltava finché gli piacevano.
Canticchiava Nel blu dipinto di blu
sulle note che uscivano dalla radio
in Absolute Beginners.
Comprava libri che non capiva,
troppo difficili.
Ma alla fine li leggeva. 


Tenace,
fino all’ultimo.
Ma avete visto l’esibizione a Top Of the Pops
That was hazy cosmic jive!

Mercoledì 2 novembre 2016
Bologna
David Bowie Is

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