22 febbraio 2016

Sapore di pepe, aroma di caffè



Quella appena trascorsa è stata una settimana
di quelle che si sa quando cominciano
ma non quando finiscono.


Consegna schede,
collegio docenti,
dipartimenti disciplinari,
consuete ore a scuola,
varie ed eventuali.
Nulla di tragico,
tutto molto estenuante.


Senza contare che per motivi vari
a questa settimana ero arrivata
piuttosto stanca e tirata
(no, quella addormentata sul divano
alle 8 di sera non ero io, no!).
Anche il blog ha fatto un pisolino con me,
ma ora sono di nuovo qui ;)
E sì,
torno con un post – ricetta!


È che alla fine della settimana scorsa
avevo bisogno di una coccola
e in genere per me
questo vuol dire dolci.
Ma,
anche dopo la lettura di questo post
mi son detta che non avrei ceduto,
avrei preparato qualcosa di buono,
ma non dolce
(così magari sarebbe durato anche di più).


Così ecco qua,
grissini al pepe e caffè a modo mio!
(la ricetta originale si può trovare
sulla rivista Fior fiore in cucina della coop)

Ingredienti:
200 g di farina “0”
300 g di farina “1”
250 g di acqua
50 g di olio extravergine d’oliva
8 g di sale
15 g di lievito di birra in panetto (o 7 g di quello in bustina)
1 cucchiaino di zucchero
2 cucchiaini di caffè macinato
1 cucchiaino di pepe macinato
Per la finitura:
semi di sesamo, olio extravergine d’oliva, pepe

Sciogliere il lievito e il cucchiaino di zucchero in 50 g d’acqua e lasciare riposare
per 10 minuti. Intanto mescolare in una ciotola le farine, il sale e
i cucchiaini di caffè e di pepe. Versare al centro il lievito sciolto,
i restanti 200 g d’acqua e l’olio e impastare fino ad ottenere
un impasto morbido ed elastico. Su un foglio di carta forno spargere una
manciata di semi di sesamo e del pepe macinato. Stendervi la pasta
e tirarla fino ad ottenere una sfoglia di circa un centimetro di spessore.
Spargere un’altra manciata di semi di sesamo e di pepe sulla superficie.
 Disporre il foglio in una teglia e ricoprire quest’ultima con un canovaccio.
Lasciare lievitare per almeno un’ora.
Tagliare la sfoglia in listarelle larghe un dito. Tirarle e attorcigliarle
per dare la forma. Disporre in una teglia e infornare a 200°C per 18 – 20 minuti.
Lasciare raffreddare …
e sgranocchiare ;)


In realtà non ho resistito
e il primo l’ho mangiato che era ancora bollente,
poi però mi sono trattenuta
e sono riuscita a salvarli fin per le foto
fatte il giorno dopo ;)
Con il formaggio sono una meraviglia!
La prossima volta potrei fare un esperimento dei miei
e sostituire il caffè macinato con quello solubile:
si sente poco secondo me,
troppo poco ;)

Buona settimana

11 febbraio 2016

Fascino strano



Yes he was alright,
The song went on forever
And he was awful nice
Really quite out of sight
And he sang all night long
David Bowie, Lady Stardust

Mi affascinano i cambiamenti incalzanti.
Presto invecchierò,
il tempo può cambiarmi
ma non posso tenerne traccia.
Ci siamo incontrati lungo le scale
e abbiamo chiacchierato del più e del meno.
Anche se io non c’ero.


Chi lo sa?
Non ho mai perso il controllo,
ma potrei essere folle.
Lascio i suoni forti sfumare
e si sente come una voce lenta,
una confusa danza cosmica
troppo vecchia per perderla,
troppo giovane per sceglierla.
È il momento di partire
se si ha il coraggio.
 

Sto uscendo dalla porta
e galleggio in modo strano
e le stelle sembrano così diverse oggi.
Sono tranquilla,
non c’è niente che possa fare.
Ho preparato un po’ di colazione e fatto il caffè.
Se guardo fuori dalla finestra
vedo uno squarcio nel cielo
e penso al mondo che verrà.


È una storia così terribilmente di poco conto,
perché l’ho scritta io,
dieci volte o forse più.
Ho strappato il mio vestito
e la mia faccia è un casino.
Cosa ne possono sapere gli altri?
Che ne sanno?
È ora di rialzarsi,
Guardare il cielo, la vita ricomincia.

- I’ll stick with you baby for a thousand years -

Perché
sebbene niente ci tenga insieme
possiamo rubare tempo.
Anche solo per un’ora.

 


Ad un mese dalla morte di David Bowie finalmente riesco a scrivere questo post.
Probabilmente è un’idea stupida e il risultato alquanto discutibile.
Ma è il mio modo per salutarlo.
Amo le sue canzoni e la sua voce fin da quando, quindicenne,
mi accompagnava a scuola tutte le mattine.
Quando ho saputo della sua morte, sono rimasta malissimo.
Qualche giorno dopo ho pensato che avrei voluto dedicargli un piccolo spazio anche qui.
Ma come e con quali parole,
quando molti altri avevano già detto e mille volte meglio di me?
Così ho pensato ad un furto.
Ho preso pezzi di alcune delle canzoni che più amo del Bowie,
li ho tradotti
- in alcuni casi traditi -
e questo è il risultato.

Addio Duca Bianco,
a risentirci al prossimo ascolto.



P.S.: queste sono le canzoni da cui ho tratto i versi del post: Changes – The man who sold the world – Aladin sane – Starman – Rock 'n' roll suicide – Space oddity – Oh! You pretty things – Life on Mars – Rebel rebel – Golden years – “Heroes”  

3 febbraio 2016

Nove, dieci ...



Introdurre il concetto di decina
in una prima elementare
è più complicato di quel che si possa pensare.


Da un punto di vista istintivo
i bambini sanno perfettamente di che si tratta,
ma quando si deve passare al concetto,
alla generalizzazione,
il discorso si fa più difficile.
Quando poi si deve far capire
che dieci palline blu diventano una pallina rossa,
per loro
stiamo sfiorando il reame della magia ;)
Disegni e spiegazioni servono fino ad un certo punto,
perché i bambini hanno bisogno di vedere,
di provare concretamente quello che succede.
Di fare esperienza.


Allora,
perché non costruire un piccolo abaco
per provare e vedere insieme che succede?

Questa è la mia versione,
che presto porterò a scuola da usare.
Ma questo piccolo abaco
si può realizzare veramente con qualsiasi cosa,
l'importante è ricordarsi che tutto dipende
dalle dimensioni delle palline che si hanno a disposizione
(specialmente l'altezza degli stecchi).


Occorrente:
11 palline forate di dimensioni uguali,
2 stecchi che passino nel foro delle palline,
rettangolo di legno,
succhiello,
colla vinilica,
colori acrilici blu e rosso,
pennelli


Segnare sul rettangolo di legno, che sarà la base dell'abaco,
i punti in cui andranno inseriti gli stecchi
e praticare i fori col succhiello (1); dipingere metà base di colore blu
e l'altra metà di rosso; se occorre dipingere anche le palline (10 blu
e 1 rossa; 2). Inserire uno dei due stecchi in uno dei fori, infilare 9 palline
e segnare con la matita l'altezza (3); riportare la stessa misura sull'altro stecco
e spezzare entrambi all'altezza stabilita (4).
Mettere una goccia di colla vinilica nei due fori,
inserire gli stecchi e lasciare asciugare per una notte (5).
Finito!!!
Non resta che provare ;)


Anche se può sembrare strano il numero di palline blu,
è importante che siano 10
perché in questo modo i bimbi possono vedere
che il problema è proprio lì:
10 palline blu non ci stanno nella colonna delle unità
(facendo solo il disegno, c'è sempre qualcuno che,
giustamente, propone di risolvere la situazione
alzando la colonna delle unità o disegnando
le palline più piccole!).
Il motivo per cui, invece,
ho deciso di colorare la base di rosso e blu
è che spero di aiutarli a capire che non possono
semplicemente mettere la pallina blu in più
nell'altra colonna:
qualcuno lo proporrà ma il colore non corrisponde
e spero che qualche bimbo lo noti
e cerchi una soluzione diversa.


… Lo so,
starete pensando che sono una maestra terribile ;)
Ma penso sia un buon esercizio
e i bambini sono felicissimi quando arrivano
ad una soluzione da soli!
Per quanto riguarda invece la possibilità di acquistare
un abaco già pronto …
ma volete mettere il divertimento di farne uno da sè?
Per me non c'è paragone ;)

Buona settimana

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