21 luglio 2016

3 luglio 2016



Caldo.
Ma cosa ci si potrebbe aspettare di diverso ad inizio luglio?
Eppure una lieve brezza,
forse più uno sbuffo d’aria che si ripete ogni tanto,
s’intrufola attraverso le finestre aperte
della casa con il pozzo adorno di un trionfo di fiori.
È presto,
per lo meno per una domenica mattina.
Chiaramente, però, qualcosa sta per accadere.


L’atmosfera sonnacchiosa e tranquilla intorno alla casa
è turbata da mormorii e voci,
richiami talvolta anche insistenti
che provengono dalle finestre spalancate.
C’è agitazione.
Un’aspettativa frizzante.
Qualcuna è quasi già pronta,
davanti allo specchio dà gli ultimi ritocchi
ad una acconciatura elegante.
Un’altra si lascia imbellettare da mani esperte,
domandando a chiunque passi cosa ne pensa.
Un’altra si lamenta per il caldo,
mentre sulle dita di mani e piedi
lo smalto color perla si asciuga.
A pian terreno qualcuno
forse più tranquillo,
forse più abile a mascherare agitate emozioni,
fa colazione.


Poi,
quasi d’improvviso,
le prime auto,
il livello di confusione aumenta,
voci e risate riempiono l’aria.
Scherzi,
prese in giro,
battute risuonano
mentre bibite fresche e stuzzichini vengono messi a disposizione
degli amici accaldati.
C’è chi si confronta:
- Ho preferito il blu, più elegante!  -
- Il mio è grigio scuro con piccole stelline bianche! –
- Nero è troppo serio! –
Un tocco insieme elegante e scherzoso:
il papillon di sposo e testimoni.
Sì,
perché in mezzo a quel gruppo chiassoso e festante
c’è qualcuno che ha un’aria particolare,
un luccichio speciale negl’occhi …
Eccolo,
sale le scale di corsa,
accompagnato dai commenti e dalle risate degli amici.
Si veste,
elegantissimo nel completo di pantaloni neri,
panciotto e giacca scura dai lievi riflessi bordeaux.
I gemelli ai polsi e il papillon di seta nera completano l’insieme.
Non tutti sanno
che invece delle sobrie calze grigie
se n’è infilato un paio
dal motivo di chitarre e violini,
regalo di una sorella burlona
(quella che era già pronta,
non quella che si lamentava per il caldo!).
- Come sto? –
Perfetto!
Appena il tempo di un ultimo sguardo allo specchio
e dal cortile provengono rumori
e schiamazzi.
Da porte e finestre
tutti s’affacciano.
- È pronto lo sposo? –
si chiede da più parti.
Da un grosso furgone scoperto
drappeggiato con uno striscione canzonatorio,
testimoni e amici si sbracciano
nella calda aria estiva
chiamando lo sposo,
aiutandolo a salire.
Ora di andare!


Sul sagrato della chiesa,
fortunatamente in ombra,
una folla allegra e sventolante attende.
Saluti e abbracci vengono improvvisamente interrotti
da un fumo rossastro che avanza
da un angolo della piazza.
Rumori da stadio,
verrebbe da dire,
ma è lo sposo che arriva,
tra le risate generali.
Ora anche lui deve aspettare.
Nell’attesa
un’ultima verifica veloce:
madre e sposo a braccetto
provano l’ingresso in chiesa.
Ma poi di nuovo fuori,
a spiare l’arrivo della sposa.


Ed eccola.
Preceduta dalle testimoni,
avanza sotto un arco di bianchi palloncini
accompagnata dal padre.
Tutti allungano il collo
a dare una prima occhiata,
prima di precipitarsi in chiesa
per assaporarne l’ingresso.
La sposa è bellissima
e chiaramente commossa.
Una musica composta apposta
da un’amica
ne guida i passi fino all’altare.
I due si scambiano uno sguardo e un sorriso,
prima di rivolgere la loro attenzione
al parroco.
La messa è semplice,
ma molto partecipata,
allegra e festosa
come non può che essere la festa di due giovani.
I libretti che accompagnano lo svolgersi della cerimonia,
con la copertina disegnata dalla sorella
(quella che si lamentava per il caldo),
si rivelano doppiamente utili,
 assumendo anche
la necessaria funzione di ventagli.
Applausi e foto segnano la fine della messa,
sulle note dell’ultima canzone
cantata dal coro di amici e parenti.
Lentamente ci si dirige fuori,
ci si arma di coriandoli
e si aspetta.


Così,
sotto il sole caldo d’inizio luglio,
in una pioggia di carta colorata
e leggere bolle di sapone,
tra grida,
risate
e auguri,
ha inizio
una nuova avventura.

A Giovanni e Giulia

P.S.: in foto l’abito, la pochette e la rosa da mettere tra i capelli
che mi sono preparata per l’occasione.
Il disegno, invece, è un quadretto-ricordo che ho dipinto per gli sposi
e che è stato usato come copertina dei libretti della messa.

2 commenti:

  1. Non ho parole!!!! Che meraviglia!!! Adoro quella stoffa e il tuo buon gusto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Manu!!!
      La stoffa è bellissima, appena l'ho vista me ne sono innamorata e ho dovuto comprarla ;)

      Elimina

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