11 febbraio 2016

Fascino strano



Yes he was alright,
The song went on forever
And he was awful nice
Really quite out of sight
And he sang all night long
David Bowie, Lady Stardust

Mi affascinano i cambiamenti incalzanti.
Presto invecchierò,
il tempo può cambiarmi
ma non posso tenerne traccia.
Ci siamo incontrati lungo le scale
e abbiamo chiacchierato del più e del meno.
Anche se io non c’ero.


Chi lo sa?
Non ho mai perso il controllo,
ma potrei essere folle.
Lascio i suoni forti sfumare
e si sente come una voce lenta,
una confusa danza cosmica
troppo vecchia per perderla,
troppo giovane per sceglierla.
È il momento di partire
se si ha il coraggio.
 

Sto uscendo dalla porta
e galleggio in modo strano
e le stelle sembrano così diverse oggi.
Sono tranquilla,
non c’è niente che possa fare.
Ho preparato un po’ di colazione e fatto il caffè.
Se guardo fuori dalla finestra
vedo uno squarcio nel cielo
e penso al mondo che verrà.


È una storia così terribilmente di poco conto,
perché l’ho scritta io,
dieci volte o forse più.
Ho strappato il mio vestito
e la mia faccia è un casino.
Cosa ne possono sapere gli altri?
Che ne sanno?
È ora di rialzarsi,
Guardare il cielo, la vita ricomincia.

- I’ll stick with you baby for a thousand years -

Perché
sebbene niente ci tenga insieme
possiamo rubare tempo.
Anche solo per un’ora.

 


Ad un mese dalla morte di David Bowie finalmente riesco a scrivere questo post.
Probabilmente è un’idea stupida e il risultato alquanto discutibile.
Ma è il mio modo per salutarlo.
Amo le sue canzoni e la sua voce fin da quando, quindicenne,
mi accompagnava a scuola tutte le mattine.
Quando ho saputo della sua morte, sono rimasta malissimo.
Qualche giorno dopo ho pensato che avrei voluto dedicargli un piccolo spazio anche qui.
Ma come e con quali parole,
quando molti altri avevano già detto e mille volte meglio di me?
Così ho pensato ad un furto.
Ho preso pezzi di alcune delle canzoni che più amo del Bowie,
li ho tradotti
- in alcuni casi traditi -
e questo è il risultato.

Addio Duca Bianco,
a risentirci al prossimo ascolto.



P.S.: queste sono le canzoni da cui ho tratto i versi del post: Changes – The man who sold the world – Aladin sane – Starman – Rock 'n' roll suicide – Space oddity – Oh! You pretty things – Life on Mars – Rebel rebel – Golden years – “Heroes”  

8 commenti:

  1. Hai ragione, ne hanno parlato già tutti, ma ognuno a suo modo... credo che l'ultimo saluto, o tributo che dir si voglia, sia per se stessi più che per chi se ne è andato, ed è giusto che ognuno possa esprimersi come ritiene più giusto. Per quanto mi riguarda trovo molto bello il modo che hai scelto tu, le sue parole accompagnate dalle tue foto così delicate...

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    1. Sono d'accordo, l'ultimo saluto è più per se stessi. Avevo bisogno di segnare questo momento in un qualche modo e non so perchè ma continuavo a tornare su questa idea, così alla fine mi sono decisa.
      Grazie Cristina! :)

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    2. Grazie a te, se devo essere sincera ho sempre ascoltato le sue canzoni ma non ho mai approfondito i contenuti e le tue traduzioni mi hanno fatto riflettere... sono delle grandi parole!

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    3. Sì, sono bellissime!!! Anch'io l'ho acoltato molto, e lo ascolto tuttora, per la musica, però quando vado a leggermi i testi ... niente, mi reinnamoro ogni volta ;)

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  2. grazie per aver creato un momento di grande magia...
    lori

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    1. Grazie a te, Lori!!!
      Se posso essere sincera ... avevo un po' paura a postare questo pezzo :)

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  3. Spero di non dire una banalità ma le parole, alcune parole, sono immortali. Saranno sempre vive, con noi, nella parte dove c'è più caldo: la memoria. Leggendo quelle che hai messo in fila, ho ritrovato tanti fili per cucire e assemblare spunti... tutti veri, verissimi. La vita deve essere spruzzata di neve e follia. Essere folli, anche solo per un attimo, può essere un viaggio bellissimo. E' (sempre) il momento di partire, se ce lo sentiamo. Il coraggio si può anche incontrare lungo la strada, come un gatto con la dritta dritta.
    Mi piace questo omaggio, l'hai reso tuo. E mi piace il progressivo disgelo della sequenza di foto, fino al tepore. Anche dei ricordi.

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    1. Non è una banalità, ci sono parole, poesie, canzoni, perfino interi libri che secondo me sono immortali!
      Le parole, i versi che ho messo in fila vogliono provare a raccontare una storia, la mia scoperta di questo artista, e mi fa piacere che tu abbia trovato spunti da cui partire per narrare altre storie, a testimonianza del fatto che le parole non solo sono immortali ma anche feconde :)
      Grazie Franci, è sempre un piacere chiacchierare con te, e grazie anche per le foto (che sono davvero in sequenza) :)

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