26 maggio 2015

Se una foto è l'inizio di un viaggio



E se per raggiungere la luna

bastasse inerpicarsi su per una scala di fotografie?


Effetto terra
è titolo e tema di Fotografia Europea,
partita il 15 maggio scorso,
Le cose che si vedono in cielo
è la mostra da cui si viene accolti.


Domenica ho cominciato la mia esplorazione
e in questo post trovate alcune delle foto che ho scattato,
colpita, in modo particolare,
oltre che dalle immagini
(che in alcuni casi sono davvero magnifiche),
dalle installazioni stesse.


Alcuni dei percorsi proposti
sono molto interessanti

(per citarne uno A NOOR journal on the changing planet

in cui fotografi dell’agenzia Noor

documentano gli effetti dei cambiamenti climatici e non solo

attraverso immagini terribili e poetiche ad un tempo),

altri curiosi,

altri ancora magici :)

 

 

Naturalmente ho solo intaccato

la punta dell’iceberg

e mi aspettano ancora

molti altri giri

per scoprire sia le mostre ufficiali

che quelle del circuito off

(che quest’anno sono un’infinità!).

 

 

Non vedo l’ora,

anche se ultimamente il tempo a disposizione,

sia per esplorazioni

che per raccontare un po’ meglio,

è proprio scarso.

 

 

Quindi ho pensato che più avanti

dedicherò un altro post a questo tema,

in cui vi farò vedere anche

con che progetto ho partecipato io ;)

 

 

 

Buona settimana

 

P.S.: come potete vedere,

ho anche incontrato Zorba!

È proprio lui,

l’ho riconosciuto dalla macchia bianca sulla gola ;)



18 maggio 2015

Bisogno di spazio



Il mio PC ormai non aveva più memoria,
era diventato così lento che una lumaca,
in confronto, era una velocista
e ogni volta che aprivo il programma per le foto
si impallava.
Ma di brutto.


La memoria rigurgitava foto.
Più della metà del volume era occupata
da jpeg, tif, raw e varie ed eventuali copie.
Dovevo correre ai ripari!


Così mi sono decisa a comprare una memoria esterna
… la seconda ;)
(Sì, perché anche a me è già successo
di avere una memoria che mi è caduta
per cui ho perso tutti i dati :(
quindi meglio averne due
(finora avevo usato il PC come seconda memoria!))


E proprio per questo,
nel momento in cui mi è arrivata,
ho deciso di fare una custodia imbottita
(perché l'altra volta non l'avevo imbottita
e il risultato è stato un disastro totale!!!)
Ed ecco cosa è saltato fuori:
una custodia semplice,
ma protetta da uno strato imbottito
e con un elastico per assicurare la memoria
al suo interno.


Non sono proprio i miei colori,
quelli che ho usato,
ma avevo solo una cerniera abbastanza lunga
che mi ha un po' forzato la scelta.
Però la stoffa blu mi piace tantissimo
con i suoi disegni da antico erbario :) 

Che ne dite?
Anche voi avete il problema di
dove archiviare le foto
(sempre di più
e sempre più pesanti)?

Buona settimana

11 maggio 2015

Blocchi



Il blocco dello scrittore esiste.
Così riflettevo
che deve esistere anche il blocco del blogghista
(sì, lo so che si dice blogger,
… però blogghista è più divertente ;) )!
E poiché questa condizione esiste,
sono praticamente sicura
di esserne affetta.
Dico proprio adesso.


Secondo me è colpa del periodo:
la fine della scuola
mi porta sempre a fare tutto di corsa
e, mai come quest'anno,
mi ritrovo a considerare l'esperienza
in una luce negativa.
Molto.
Perché se avete sentito dire in giro
che la scuola italiana è alla frutta,
ecco,
io ne ho le prove!!!
E niente,
questa situazione mi porta via energie e voglia di fare.
Non le idee.
Che quelle ci sono,
anche troppe a volte.


Ma mi sento come in un limbo,
incapace di agire.
La scuola sta finendo,
per cui spero che mi passi
(tra l'altro tra pochissimo inaugura
e devo essere pronta. Bisogna!),
magari ho solo bisogno di un po' di riposo. Vero.
O forse dovrei dedicarmi di più
a qualche cosa inutile
e preoccuparmi meno del casino scolastico
(casino non si dovrebbe dire, ma sicuramente è calzante).
È che non ci riesco.
E sono bloccata.
E quindi ho anche il blocco del blogghista.


Ma almeno sono spuntati i papaveri.
Non smetto mai di meravigliarmi,
ogni volta che li osservo.
Quello stelo sottile sottile,
lungo lungo,
e poi quell'esplosione di colore:
una macchia vermiglia che si pavoneggia in mezzo ai campi.
Quattro petali grandi grandi,
che se li premi su un foglio di carta lasciano un'impronta violacea,
e uno scrigno con tanto di coperchio,
che io sollevavo sempre perché chissà cosa c'è dentro.
Mi piacciono tantissimo i papaveri,
con la loro allegria e colore
mi ricordano che non manca tanto alla fine della scuola ;)


Non so se si è capito,
ma ultimamente ciò che mi riesce meglio,
per distrarmi e rilassarmi un po',
è prendere in mano la macchina fotografica
e fare un giro.
Ecco, l'altra sera ho trovato i papaveri
... e poi ho pasticciato un po' con photoshop ;)

Buona settimana

P.S.: non era mia intenzione scrivere un post del genere,
ma è uscito così,
uno sfogo,
liberatorio.

4 maggio 2015

Del fare le cose inutili



È bello fare ciò che piace.
Appagante, anche.
Ma quante volte il pensiero ‘è una cosa inutile’ si è messo di mezzo?
Per quel che mi riguarda,
moltissime volte.


‘Ho un po’ di tempo,
mi metto a pasticciare con i pastelli a olio …
no, meglio sistemare il bagno.’
Non perdere tempo,
fare le cose importanti.
Questi principi mi sono stati insegnati
e ripetuti tante volte,
tanto che, ormai,
è praticamente automatico:
ho un po’ di tempo? C’è sempre qualcosa di più importante da fare.

Il concetto di ‘più importante’.


Intendiamoci,
sono la prima a sostenere che essere in grado
di stabilire priorità,
che imparare a sacrificare ciò che ci piacerebbe fare
per ciò che si deve fare sia necessario.
Fare sempre ciò che piace
è impossibile,
ma porre il dovere al primo posto ogni volta
è sbagliato.


Una volta ogni tanto
mettere da parte l’io serio e responsabile
e dedicarsi completamente,
senza sensi di colpa,
a ciò che piace,
ciò che va di fare in quel momento
è liberatorio.


E non parlo di leggere un libro,
vedere un film
o cose del genere (che hanno una loro valenza socialmente riconosciuta),
parlo di fare barchette di carta con le carte dei cioccolatini,
usare pollice e indice per fare bolle di sapone mentre ci si lava le mani,
miniare la prima pagina del proprio libro preferito …

Il piacere di 'fare la cosa inutile'.


Mi piacerebbe poter dire
che questa è la mia abitudine,
che una volta ogni tanto mi prendo una pausa
anche quando ci sarebbero mille altre cose da fare,
ma non è così.
Per quel che mi riguarda,
in questi momenti il senso di colpa si fa sentire ancora,
quella vocina che sussurra che avrei ben altro da fare sempre presente,
però ci provo.


Perché?
Perché fa bene,
perché è rilassante,
perché è divertente
(coscienze invadenti a parte) ;)
Perché è bello.

Pomeriggio dedicato ad esercizi di disegno,
perché avevo tante cose importanti da fare
e una scatola di pastelli da sperimentare!

Buona settimana

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