30 marzo 2015

Gocce di rugiada



Qualche giorno fa,
era mattina piuttosto presto,
il musetto di una delle mie gatte è spuntato
sul davanzale della finestra.


Di ritorno dalla sua prima ricognizione giornaliera,
chiedeva, lanciandomi occhiate perentorie,
di aprire la finestra
per farla entrare.
Naturalmente è stata subito accontentata,
ma mentre saltava sulla sedia
per poi rivolgermi il suo buongiorno-miao,
mi sono accorta che qualcosa brillava
in mezzo al pelo, tra le orecchie.


Alcune gocce di rugiada
erano rimaste intrappolate nel suo manto
e ora rilucevano come piccole perle.
Inutile aggiungere che in questo modo
il musetto peloso sembrava insieme
molto poetico e buffo ;)


Tuttavia l'immagine,
l'idea delle gocce di rugiada
mi è rimasta in mente
e mentre cercavo ispirazione per la ghirlanda primaverile di quest’anno,
ho pensato che sarebbe stato bello
richiamare questa idea nel decoro.
Ma come fare?


L'illuminazione è arrivata qualche giorno dopo,
mentre leggevo l'ultimo post del blog di Donata,
Donata lavora il fil di ferro
trasformandolo in vere e proprie poesie
da guardare e toccare
e nell'ultimo post ha immortalato una sua creazione che mi ha incantato:
una libellula con delle perline incastrate tra le ali.


Ecco!, ho pensato.
Adesso ci provo anch’io.
Un paio di giornate di lavoro
e sono riuscita a mettere insieme
libellule,
farfalle,
fiori,
gocce di pioggia e sole
Tutti gli elementi della ghirlanda sono in fil di ferro
(e anche filo d'ottone),
ma soprattutto hanno perline sparse qua e là,
come minuscole gocce di rugiada
rimaste incastrate
tra le ali eteree di libellule e farfalle,
e nelle corolle dei fiori.


E perché gocce di pioggia e sole?
È che mentre pasticciavo con il ritaglio di un filo d'ottone,
mi è nata tra le mani proprio una goccia.
Così ho pensato di aggiungere una nuvoletta bianca,
adorna di una leggera pioggerella primaverile,
e un sole che spunta alle sue spalle,
intessuto di gocce dorate,
pronto a risplendere
e ad accendere scrigni di luce
quando sfiora
la rugiada accoccolata
tra l'erba di un prato
in un mattino di primavera ...


Benvenuta primavera!

Buona settimana

23 marzo 2015

Ho visto un lupo tra le pagine di un libro ...



Come promesso,
ecco i segnalibri del post precedente!


Ed ecco come procedere per realizzarli :)

Occorrente:
stecchi del gelato,
feltro in vari colori,
sagome (le potete trovare qui),
colori acrilici,
colla a caldo,
filo da ricamo in tinta con il feltro usato,
pennello, forbici.


Per prima cosa scaricare le sagome degli animali, stamparle e ritagliarle.
Dipingere con i colori acrili gli stecchi del gelato
(foto 1; io ho usato colori che riprendono quelli del feltro che ho adoperato).
Scegliere il feltro, appuntarvi le varie sagome
e ritagliare (foto 2).
Ritagliare i particolari (le orecchie dal feltro rosa, il musetto dell’orso da quello panna)
posizionarli e fissarli sulla sagoma del davanti con la colla a caldo (foto 3).
(per la volpe e il lupo, invece, sovrapporre le due sagome del davanti
ed eventualmente fissarle oltre che con la colla
anche con il punto festone e un filo da ricamo del colore adatto)


Con il filo da ricamo nero realizzare gli occhi
a punto nodino (foto 4);
con quello marrone chiaro ricamare il naso a punto pieno (foto 5)
e la bocca (solo per l’orso) a punto erba (foto 6).
Con la colla a caldo fissare allo stecco
prima la sagoma posteriore (foto 7)
 e poi quella anteriore (foto 8).
Rifinire il lavoro chiudendo il perimetro con un giro di punto festone (foto 9).


Ecco fatto,
il segnalibro è pronto!
Sì, lo so,
quello nelle foto non è né un orso,
né un lupo,
né tantomeno una volpe …


... è che quando mi sono messa all’opera,
mi son ritrovata davanti
i musetti delle mie gatte
che sembravano dirmi:
- Ma come,
non fai un segnalibro-gatto? -


Mi sono sentita molto in colpa
e così ho preparato il tutorial
realizzando un gatto
invece delle sagome che avevo già preparato
(ma il procedimento è sempre lo stesso) ;)


Ho già seminato i miei quattro segnalibri
in altrettanti libri,
e secondo me
sono adatti anche come pensiero da realizzare
all’ultimo minuto:
sono molto veloci da fare
e allegri da veder spuntare tra le pagine di un libro ;)

Buona settimana

P.S.: qui potete trovare una spiegazione rapida dei punti di ricamo che ho usato.

17 marzo 2015

Di fiabe e sorrisi



«Adesso sanno che cosa vogliamo, sanno che siamo capaci di occupare un Colosseo.
La cosa deve fare la sua strada, poco alla volta.
Se ci danno la stella Gatto subito, bene.
Altrimenti avvertiremo i gatti di Milano, e loro occuperanno il Duomo;
prenderemo contatto con i gatti di Parigi, e loro occuperanno la Torre Eiffel.
Eccetera, mi sono spiegato?»

Quanto è lungo un sorriso?
Un istante di felicità.


È quell'attimo che va dal prima,
in cui tutto scorre senza particolari increspature,
al dopo e alla consapevolezza che tutto è quasi come prima.
Quasi.
Dura poco, probabilmente,
anzi quasi sicuramente.
Eppure basta.
Ha il potere di cambiare il volto alla giornata,
un sorriso.


E questo fanno le Fiabe lunghe un sorriso
di Rodari.
Con delicatezza,
semplicità,
col tocco magico tipico del loro autore,
queste fiabe sanno come accendere il sorriso
sulle labbra e negli occhi di chi legge.
Un pescatore che cattura una balena
e si ritrova ad imboccare un arcobaleno,
volpi furbe come da tradizione
e fotografe per invenzione,
oggetti scolastici in rivolta
contro studenti distratti,
il Colosseo
occupato dai gatti …


Questo e molto altro si trova
tra le pagine di una riedizione recente
delle fiabe di Rodari,
che ho particolarmente apprezzato anche per la veste grafica
in cui i bellissimi disegni di Sophie Fatus
accompagnano il testo
moltiplicandone il potere di accendere sorrisi.


«Non serve iniziare la giornata cercando di indovinare cosa accadrà.»

Avete letto
Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve?
Mi è stato consigliato un po' di tempo fa
e finalmente l'ho finito.
Non posso dire
che sia un capolavoro
(anzi in certi punti si dilunga un po' troppo, per i miei gusti),
ma è abbastanza divertente
e il personaggio del vecchio Allan, il centenario,
piuttosto interessante per quel suo
non giudicare nessuno
ed essere pronto a dare una possibilità
a chi incontra lungo la sua strada
(e tra personaggi del presente,
e incontri del passato,
le persone conosciute nella sua lunga vita
sono decisamente numerose).


È un simpatico inetto che si rivela pian piano l'unico capace di vivere veramente.
Solo il finale mi ha lasciato un po' così,
ma è un'opinione personale
e nel complesso il testo costituisce
un piacevole passatempo.

E voi di recente avete letto qualcosa di interessante?
Avete qualche bel consiglio da darmi?

Buona settimana

P.S.: approfitto di questo post per presentarvi i miei nuovi segnalibri.
Nel prossimo post pensavo di spiegare come farli :)

P.P.S.: Il post della settimana è in ritardo causa assenza quasi totale di connessione internet.
Ormai è più o meno una settimana che siamo senza e anche pubblicare
questo post è stata un'impresa (e purtroppo la situazione
non è ancora risolta :( )!

8 marzo 2015

Mi disegni una volpe?



Tutto ebbe inizio una sera,
davanti allo schermo di un computer.


- Cosa stai facendo? -
chiese una vocina curiosa.
- Disegno un uccellino. Ti piace? -
- Sì! -
Un tocco di verde sulle ali, l’aggiunta di una linea decorativa
e: - Ecco! Che ne dici? -
- Bello! -
Un momento ancora di silenzio
e poi la vocina curiosa aggiunse:
- Mi sai disegnare una volpe? -


Questo è quello che non vi ho detto la volta scorsa,
e cioè come sono nati i nuovi personaggi del blog.
Tutto ha avuto origine da una gentile richiesta
poi la mano ha semplicemente seguito
l’ispirazione ;)
Ma siccome della volpe me ne sono innamorata,
e considerando che la settimana scorsa
ho fatto un salto all’Ikea
(altrimenti detto: non c’è possibilità
di tornare a casa a mani vuote,
ci sarà sicuramente una qualche carabattola alla quale non saprai resistere!),
ho pensato di disegnarla su un pezzo di stoffa
e di trasformarla in un portachiavi!


Volete provare?

Occorrente:
ritaglio di stoffa bianca (il mio viene da un vecchio lenzuolo),
ritagli di stoffa avanzati da altri lavori,
un pezzo di fettuccia o di nastro sottile,
pennarelli per stoffa,
carta carbone,
imbottitura,
forbici, ago, filo.


Per prima cosa disegnare il soggetto prescelto su un foglio. Una volta soddisfatti del risultato,
riportarlo con l’aiuto della carta carbone su un ritaglio di stoffa bianca.
Con i pennarelli per stoffa colorare il disegno
(ho usato i pennarelli che ho trovato all’Ikea,
colorano molto bene, però hanno la punta grande e quindi sono poco adatti
ai particolari; inoltre sarebbe meglio far asciugare ogni volta il colore
prima di procedere con il successivo,
perché altrimenti sbavano (com’è successo nella mia volpe)).
Fare asciugare (io l’ho messo sul termosifone per una decina di minuti)
e stirare per fissare i colori.


Scegliere un ritaglio di stoffa un po’ più grande del disegno
e appuntarlo, dritto contro dritto, al disegno stesso.
Prima di cucire il contorno, aggiungere tra i due strati di stoffa
un pezzetto di fettuccia o di nastro ripiegato a metà e con le estremità
che fuoriescono un po’ dal bordo della stoffa (per creare l’occhiello per il portachiavi).
Cucire intorno al disegno (a macchina, ma anche a mano,
non essendo un lavoro grande), avendo cura di lasciare un’apertura.
Tagliare la stoffa in eccesso, incidere eventuali angoli
e praticare dei taglietti lungo le linee curve).
Risvoltare il lavoro, stirarlo e imbottirlo.
Chiudere il margine lasciato aperto
con dei punti invisibili.
E voilà!
Il portachiavi è pronto :)


Intanto che c’ero
mi sono divertita a fare qualche esperimento
e devo dire che quello con la scritta
mi piace molto
(e purtroppo me l’hanno già rubato ;) ).


Penso che ne farò presto degli altri
anche perché, con questi pennarelli,
dev’essere divertente far provare anche i bambini
e trasformare i loro capolavori
in oggetti che possono portare con sé!

Buona settimana

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