25 maggio 2014

Pasticciando con stoffe e fotocamere di cellulari



Oggi,
per la serie “qualcosa di completamente nuovo 
nonché assolutamente inedito”,
ecco qui un nuovo portacellulare ;)


Sì, lo so che recentemente ne ho già postati altri due, 
ma questa settimana me n’è stato chiesto un altro e, 
avendo sperimentato una nuova forma, 
ho pensato di mostrarvelo.


L’idea, per quel che riguarda la forma e soprattutto la chiusura, 
anche se in realtà ho disegnato e realizzato il tutto facendo di testa mia 
(sapevo di avere il modello sul libro, ma mi sapeva fatica andare a recuperarlo …).
Inoltre, rispetto al modello Tilda, 
la mia versione, come al solito, è imbottita (a parte la linguetta per la chiusura).


Ora, dovete sapere che il cellulare che possiedo è vecchio 
e soprattutto ha una fotocamera ridicola, 
una risoluzione pessima 
e una resa sempre cupa (non so perché), 
per cui non lo utilizzo praticamente mai per scattare foto.
Tuttavia, mentre preparavo questa custodia avevo a portata di mano un altro cellulare, 
con una fotocamera decisamente migliore e così non ho saputo resistere.
Ogni tanto afferravo l’infernale oggetto e scattavo un’istantanea di quello che stavo facendo
e poi ho trasformato il tutto in un collage :)
Inutile dire che mi sono super divertita!!!


Ora però torno a rintanarmi tra le mille cose che devo fare
e che si accumulano tutte misteriosamente verso la fine dell'anno scolastico.
No, assolutamente non è colpa mia!
So per certo che il mio registro ama nascondersi in strani luoghi nottetempo
e ricomparire solo pochi giorni prima della fine della scuola
sbattacchiandomi allegramente in faccia le sue pagine intonse.
Pensa che lo scherzo sia divertente,
io un po’ meno … ;)

Buona settimana!

18 maggio 2014

Briciole e fragole



Siamo nuovamente alla fine di un altro anno scolastico.
In questi giorni non faccio che preparare verifiche, correggere verifiche, fare ripassi, mettere in fila le ultime cose da spiegare, preparare compiti delle vacanze, …
La settimana scorsa c’è stata anche la gita …
(non sono affatto una sostenitrice delle gite, per vari motivi,
ma per fortuna questa è andata bene,
i bimbi si sono divertiti molto e li abbiamo riportati a casa contenti e tutti interi
… che non è cosa da poco ;) ).


Tutto questo naturalmente per dire che il tempo è poco e che
… rullo di tamburi …
sono di corsaaaaaaa!!!!
(traduzione: non ho cucito, dipinto, realizzato
nulla d'interessante questa settimana :( )


Tuttavia, visto che l’estate si sta avvicinando a grandi passi,
visto che i banchi di frutta pullulano, ormai da tempo devo dire, di fragole,
visto che mi sono ritrovata un’invitante vaschetta delle suddette fragole in casa,
oggi ho preparato un buonissimo crumble alle fragole!
Ed ecco qui la ricetta
(è una foto-ricetta, è un bel po’ che non ne preparavo una) :)


Buona settimana!

P.S.: per rendere ancora più croccante l'impasto, e poiché amo gli amaretti, ho aggiunto al tutto una bella manciata di questi biscottini sbriciolati! 
Ah, e ho usato lo zucchero di canna :)

P.P.S.: amo questo dolce perché oltre ad essere buonissimo, è superveloce, semplice
e molto versatile: lo si può fare con qualsiasi tipo di frutta (il mio preferito è quello alle amarene)!

11 maggio 2014

Leggere leggeri



«Quanti di noi
sarebbero naufraghi senza speranza
in una notte atlantica,
senza le voci che si levano e ci chiamano
dai libri.»
G. Ceronetti

Allora,
poco tempo fa è stato il mio compleanno.
Avevo chiesto a questa mia amica, come regalo,
un certo attore che ultimamente, diciamo, mi affascina alquanto.
Insomma, gliel’avevo chiesto già a Natale,
ma ecco, alla fine mi ha risposto che non è proprio fattibile
(ci sono rimasta molto male, devo dirlo).
Così ha pensato di farmi un regalo alternativo
che, in effetti, ho apprezzato moltissimo!
Che cosa mi ha regalato?
Un Kindle!!!


Dunque,
diciamola tutta.
Io sono per i libri stampati.
Il piacere di tenere in mano un vero libro,
di sfogliarne le pagine,
di annusarne l’odore di carta ed inchiostro,
la possibilità di riempirlo di orecchie,
di sottolinearlo e annotarlo,
di perderci (e poi ritrovare) i più disparati segnalibri,
dallo scontrino che mi trovo sottomano al momento
a cartoline,
foglietti con indicazioni stradali
su cui poi perdo le ore per cercare di ricordare dove dovevano condurmi,
ritagli di giornali e fotografie … 


La pensavo così già anni fa,
quando si cominciava a sentir parlare di e-book,
e non ho cambiato idea.
Tuttavia ho cambiato idea
sull’e-reader.
Indubbia è la possibilità di portarsi dietro
un numero maggiore di titoli
in un peso e uno spazio decisamente ridotti.
Ma ciò che davvero mi piace
di questo strumento
è la possibilità di accedere comodamente a molti contenuti
che si trovano on-line
che, se si volesse leggerli senza restare davanti al computer per ore,
occorrerebbe stampare.


Parlo, ad esempio, delle interessantissime iniziative
o le tantissime riviste, anche di alta qualità,
pubblicate sul web.
Insomma, in questi giorni
mi sto divertendo a trasferire sul mio nuovo e-reader
diverse cose che avevo adocchiato in giro
e che prima potevo leggermi solo a sera
quando avevo un po’ di tempo per stare al computer senza troppe interruzioni
(ma non vi dico il mal d’occhi,
problema che ora è invece risolto) :)


E naturalmente,
visto che poi il Kindle me lo infilo in borsa,
non potevo non preparargli una bella custodia!
Per la forma, e soprattutto per la chiusura,
mi sono ispirata ad una carpetta portadocumenti,
mentre per l’abbinamento delle stoffe
volevo un effetto un po’ retrò,
un po’ romantico,
e mi sembra di esserci riuscita :)
Ovviamente,
per proteggerlo ben bene,
la custodia è bella imbottita!


E voi che ne pensate degli e-reader?
Vi piacciono o preferite un libro cartaceo?

Buona settimana!

4 maggio 2014

Un’orribile, orribile settimana



«Anywhere but here. We take our medicine daily,
nod politely, and grumble occasionally.
But it is out of our hands. Always the wrong place.
We didn’t make our beds, but we lie in them.»
R. McGough, The wrong Beds in Collected Poems

Pare che io sia preda degli aggettivi in –ibile ultimamente, perlomeno nei titoli ;)
(sì, lo so, non è una cosa tanto clamorosa, è che le rime mi saltano all’orecchio in continuazione, anche tra una settimana e l’altra … d’altronde a scuola è una cosa che finisco col tirar fuori ad ogni possibile occasione perché, come si dice, e spero ardentemente, repetita iuvant …)
Anyway (sono in rotta con l’avverbio comunque)
Avete presente quei momenti in cui tutto va perfettamente, immancabilmente, incommensurabilmente storto?


Ricorrenze dimenticate, aspettative deluse, colloqui con genitori che si protraggono fino ad orari improponibili (mentre la sottoscritta congelava allegramente perché, sì, le temperature sono calate, le vecchie scuole, quelle con i muri spessi, sono dei piccoli frigoriferi e le maglie di lana sono già state archiviate nell’ultimo cassetto in fondo all’armadio), cerimonie alle quali già non vorresti partecipare e che poi si protraggono per ere geologiche, forte, fortissima avversione all’insegnamento in generale, e alla mia classe in particolare (mi capita in questo periodo dell’anno … anche se l’avversione all’insegnamento è una cosa che mi porto dietro sempre ;) ), con conseguente incredibile fatica ad alzarsi e viaggio per raggiungere la scuola costellato di invettive e imprecazioni varie (penso che chiunque si diletti della nobile arte del cacciare improperi ad ogni piè sospinto sarebbe stato fiero di me) e, al contrario, quello di ritorno in cui dovevo stare attenta a non addormentarmi …


Si consideri solo che ieri dovevo andare in libreria e scegliere dei libri (senza preoccuparmi di quisquiglie come quantità o prezzo … regalo di compleanno :) ) e non ero ispirata!!! IO! Che quando entro in libreria mi si deve trascinare via a forza, che finisco immancabilmente con lo stancare chi mi accompagna (che per educazione mi dice “no, continua pure a guardare”, ma che intanto sta pensando “daiiii, datti una mossa, non ne posso più di stare qua dentro!”), che ho sempre in mente un qualche titolo che voglio comprare! (comun  … ad ogni modo un paio di libri di Buzzati me li sono portati a casa ugualmente …)
Insomma, come dicevo, un’orribile, orribile settimana!


E così avevo bisogno di distrarmi, di sfogarmi, … di pasticciare un po’.
Quest’estate avevo comprato un libro sulla scrittura a mano creativa (Creative lettering di Jenny Doh). Sarà perché ho sempre avuto una pessima calligrafia (la mia maestra la definiva “zampe di gallina”), sarà perché adoro i manoscritti (e, in particolare, i testi medievali miniati; qui un esempio di una mia fatica nell’arte dell’imitazione/rivisitazione della prima pagina di uno di tali volumi), ma ho sempre amato la scrittura a mano. Uno dei miei sogni, da piccola, era scrivere un romanzo e diventare famosa: sapevo che lo avrei scritto tutto a mano, in quella calligrafia elegante, slanciata ... (ok, ok, lo ammetto: all'epoca Piccole donne era il mio libro preferito ...) 
... da qualche parte, in una vecchia agenda, devo avere ancora l’inizio del mio racconto ...


Ebbene, tra le varie idee, vi è questa: piccoli quadretti dedicati, ognuno, ad una lettera dell’alfabeto, accompagnata dalla definizione, presa da un dizionario, di un termine che inizia con la lettera stessa. L’idea mi era piaciuta da subito, ma non avevo ancora trovato né il tempo, né il modo di realizzarla. Inoltre avevo in mente, e ho tutt’ora, di modificare un po’ la questione. Ma prima dovevo comunque provare! Così, complice mio padre che aveva un po’ di tempo, mi sono fatta costruire un telaietto, ho montato e preparato la tela e poi mi sono data alla sperimentazione. 


Proprio perché si tratta di una prova, ho pensato, questa volta, di attenermi all’idea – base e ho lavorato su una lettera e una parola, libertà. Beh, non sarà un capolavoro, ma vi assicuro che mi sono proprio divertita a pasticciare con pennelli e colori, e non solo! Mi sono divertita anche a giocare con la luce, facendo le foto per presentare la mia fatica ;)


E voi che ne dite?

Buona settimana!

P.S.: l’idea del ramo di foglie in sottofondo viene da questo post di Simonetta di Aboutgarden, ma non avendo lo spray, mi sono limitata a disegnare il ramo, ritagliarlo, posizionarlo sulla tela, stendere il colore e rimuoverlo (una sorta di stencil in negativo).

P.P.S.: prossimamente su questi schermi: un’Ode agli avverbi in –mente e un saggio Del perché gli aggettivi in –errimo sono molto più affascinanti di quelli in –issimo … ;)

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