9 novembre 2014

A sbagliare misure, a scambiar marmellate



Era stato il profumo di torta appena sfornata ad attirarla in cucina.
La mamma stava riordinando, aveva appena svuotato la lavastoviglie 
ammucchiando tutte le cose pulite sul tavolo
e ora si era messa a preparare la cena.

Alice si arrampicò prima sulla sedia e poi, servendosi delle pieghe della tovaglia, si issò sul piano del tavolo. Non si aspettava di ritrovarsi in mezzo ad una foresta, ma nonostante tutto non era poi così sorpresa: considerando le sue dimensioni tanto ridotte, non era la prima volta che capitava.
Armata di ferma determinazione, e guidata dal dolce profumo, si mise a vagare tra pile di piatti e pinnacoli di bicchieri.
Scavalcare il mucchio delle posate poggiate alla rinfusa non fu proprio facile,
ma arrampicandosi su per il dente di una forchetta,
lasciandosi scivolare giù per il manico di un cucchiaio
e passando, con estrema attenzione, sotto la lama di un coltello,
finalmente superò l’ostacolo.
La mamma non si era accorta delle manovre di Alice (e d’altronde la piccola non voleva farsi scoprire: sapeva bene che non era quello il momento del dolce) e continuava a cucinare, canticchiando allegramente. 


Utilizzando il manico del mestolo come uno scivolo, a fine corsa Alice si ritrovò davanti ad alte torri di tazze: ce n’erano a pois, a righe, grandi, piccole, larghe e basse, strette e alte, da te, da caffè.
Il profumò si era fatto più intenso e finalmente, 
svoltando dietro una pila di tazze color carta da zucchero,
si ritrovò davanti alla meta.
Una piccola ciambella adorna di candidi ciuffi di zucchero al velo.
Beh, piccola ...
Piccola per qualcuno di dimensioni normali,
ma abbastanza grande per Alice da potersi comodamente sistemare al suo interno.
Fu così che vi si arrampicò sopra, si lasciò cadere in mezzo e cominciò ad assaggiarla da quella posizione un po’ nascosta.
Era già al quinto boccone, quando la voce della mamma la fece sobbalzare: «Alice! Cosa stai facendo? Quella era per dopo cena!»
L'espressione della mamma era severa, mentre delicatamente la prendeva per un braccio e se la sistemava sul palmo della mano. Ma davanti allo sguardo contrito della bimba, e alla spolverata di zucchero al velo che la piccola esibiva su naso e capelli, la mamma si rabbonì, le sorrise e se la mise nella tasca del grembiule, posizione dalla quale Alice poteva agevolmente seguire tutti i preparativi per la cena.


… Però la ciambellina Alice non poté finirla
perché l’ho mangiata io! ;)

(questa storia è liberamente ispirata alle avventure di Alice Cascherina, un personaggio inventato da Gianni Rodari. Tale personaggio ha dimensioni lillipuziane
ma vive in un mondo di normali dimensioni.
La storia è nata per colpa di queste foto fatte una sera utilizzando come sfondo pile di tazze: quando le ho guardate al computer ho pensato che il punto di vista di Alice non dovesse essere molto diverso!)


E per restare in tema di cucina e ricette,
oggi ho sperimentato una torta molto buona e velocissima da fare.
L’ho trovata qui,
l’unica cosa che ho cambiato
è stata usare marmellata di amarene invece che di fragole.


Il risultato è incredibile: la torta è morbidissima
e la marmellata dà quel piacevole
(e nel mio caso bruschino)
tocco in più :)

Buona settimana

6 commenti:

  1. Che bel post!!! Ogni volta che passo di qua me ne vado con un bel sorriso :-)

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    1. Grazie Manu,
      mi fa piacere saperlo!!! :)

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  2. Scatti meravigliosi , dal contenuto davvero... invitante!!
    Brava come sempre!
    Un bacio
    Monique

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  3. Quanto mi è simpatica Alice, curiosa e audace come i gatti, quando vuole una cosa la ottiene e scala pareti di farina per godersi quello che ama... dovremmo invitarla a far merenda con noi e con l'occasione provare a nasconderci con lei, diventare minuscole, sparire da tutto e tutti e soffiare forte sullo zucchero a velo per creare nuvole bianche e indovinare i disegni che formano... :-)
    Sai raccontarle e condirle le storie, Fra... raccontane altre, a tuo modo, con lo stesso candore di oggi che fa così bene...

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    Risposte
    1. Alice di Carrol, Alice di Rodari ... mi piacerebbe essere come loro e seguire la mia curiosità senza paura.
      Ci sto, invitiamo Alice e soprattutto giochiamo al gioco "come sarebbe se fossimo alte come una mela ...": a cambiare le misure cambiano le prospettive, e anche nelle cose più comuni e note si può scoprire qualcosa di nuovo e straordinario, come suggeriva Rodari ;)
      Io ho già pronto lo zucchero a velo e una tovaglia di un azzurro perfetto per un cielo inventato ...
      Grazie Franci!

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