27 luglio 2014

In poche righe



«Un colpo apoplettico ha steso il signor André, 75 anni, di Levallois,
nei paraggi del pallino. La sua boccia rotolava ancora,
e lui non c'era già più.»
F. Fénéon, Romanzi in tre righe, Adelphi

Ho sempre amato i romanzi lunghi.
Quelli belli spessi, con un significativo numero di pagine,
con un certo peso specifico.
Soprattutto se ciò che stavo leggendo mi piaceva.


Lo spessore era una garanzia.
Una garanzia che quel mondo, quei personaggi, quella storia non mi avrebbero abbandonato tanto presto. Sì, certo, i libri si possono rileggere.
Ma la magia della prima volta,
il sapore di nuovo,
 l’intrigo della scoperta,
quelli non tornano più.
E così più il libro era spesso, più io ero contenta.
I libri spessi mi intrigano ancora.
Soprattutto se ciò che sto leggendo mi piace.
E tuttavia ho scoperto la forma breve.
E mi piace.
Ho scoperto che per costruire storie incantevoli bastano pochi elementi,
usati con maestria.
Ho scoperto che per suscitare emozioni potenti bastano poche parole,
quelle giuste al momento giusto.
Ho scoperto che il testo breve pur non avendo una durata oggettiva particolarmente consistente,
ne possiede una soggettiva, mentale,
talvolta molto più “duratura” di quella di un lungo romanzo.


«… Ma una sera che sopra di noi si apriva nel suo pieno respiro la volta stellata, l'orgoglio di un'idea magnifica mi gonfiò le vene e gridai:
- Il mondo Marte è mio! …»

Aneddoti infantili della Morante è un libricino che contiene esattamente ciò che afferma il titolo:
quindici aneddoti della fanciullezza e giovinezza dell’autrice,
in bilico perpetuo tra la realtà e l'invenzione,
l’ironia e il gioco.
L’autrice svela alcuni episodi della sua infanzia con un tono leggero e divertito,
li pennella in modo rapido e sicuro quasi fossero appena successi
e li colora con una leggera patina che sa sì, di vero
ma che possiede anche la sfumatura dell’invenzione, di un'invenzione geniale.
Sono racconti divertenti, seri e semiseri
e in alcuni punti accarezzano una sottile amarezza,
temperata dal velo del ricordo,
dalla vita che nel frattempo è stata vissuta
e da un’onnipresente leggerezza dei toni,
ben presente, avvertibile e in qualche modo familiare.
Perché è proprio questo che mi ha colpito di questi racconti: sebbene l’epoca sia differente,
la situazione familiare e sociale diversa,
il tono profondo che percorre questi testi è quello in cui spesso parlano i miei ricordi.
Ho davvero apprezzato questo libricino che,
tra una guerra ad accaparrarsi il dominio dei pianeti e delle stelle,
curiosi vestiti autoprodotti
e lettere d’amore ad un grande aviatore,
mi ha fatto sorridere e pensare anche alla mia d’infanzia.
Senza contare la prosa limpida e precisa della Morante.


Avendo intrapreso la strada della riduzione ai minimi termini,
quando mi sono ritrovata davanti un libretto dal titolo Romanzi in tre righe
chiaramente non ho potuto farmelo scappare.

«Domenica uno sguattero di Nancy, Vital Frérotte,
è morto per una sbadataggine. Era appena tornato da Lourdes,
definitivamente guarito dalla tubercolosi.»

Romanzi in tre righe di Félix Fénéon contiene una scelta dei circa millecinquecento micro-testi che l’autore pubblicò, senza firma, sul Matin nel 1906, 
in una colonna per l’appunto intitolata Romanzi in tre righe.
La formula di questi testi è semplice: una riga per l’ambientazione,
una per il fatto
e una per l’epilogo a sorpresa.
Ed incredibilmente questi piccoli testi in sole tre righe contengono un mondo.
E funzionano.
La cosa che più mi ha affascinato è l’uso della parola.
Una parola che dev'essere precisa:
una scelta accurata del termine da usare in quel determinato contesto
comunica molto più che mille altre parole che ci girano intorno.
È in questo modo che l’autore si è potuto permettere di condensare tanto le sue storie.
Accompagna i romanzi un saggio breve di Matteo Codignola, Celui qui silence,
che ho trovato molto ben scritto,
illuminante sull’autore in questione (che, ammetto, non conoscevo affatto)
e che per puro caso ho letto prima dei romanzi stessi.
Ecco il mio consiglio è di leggere prima il saggio e poi i romanzi ;)


Sebbene abbia parlato di letteratura breve, qui io non lo sono stata affatto!
Quindi chiudo il mio papiro sperando di aver parlato di due libri molto interessanti
in modo tale da aver invogliato qualcuno a leggerli ;)
Fatemi sapere!

Buona settimana

P.S.: come si può notare, la letteratura breve ha attirato un nuovo lettore.
Un’annusatina e poi vi assicuro che la miciotta ha decisamente messo le zampe sui libri!

4 commenti:

  1. Proprio il post giusto prima di una partenza, con consigli letterari dati da una ragazza che ne sa, ci (mi) capisce e spende tante parole per spiegare e descrivere... brava maestra, così si invoglia la gente a leggere! :-) Ogni anno scatta il "toto libri" da mettere in valigia... non sono mai stata quella da libri leggeri di intrattenimento, perchè d'estate bisogna solo svagarsi... chi l'ha detto? Anzi, tante "mattonate" le ho lette in agosto, perchè è l'unico mese in cui ho più tempo e lontana da casa posso finalmente immergermi in nuove storie con attenzione... ho sempre preferito i romanzi lunghi ai racconti, non so com'è... forse perchè mi piace seguire i personaggi, le loro evoluzioni, vederli sviluppare, scoprire i tanti colpi di scena... Comunque il libro della Morante mi ispira, è vintage come me! :D
    Un abbraccio forte, Fra, ci vediamo presto! E tante coccole a quel meraviglioso essere peloso che annusa la cultura!

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    1. Hai perfettamente ragione, infatti ciò che mi guida nella scelta di un libro piuttosto che un altro non è il momento ma "ciò che adesso mi va di leggere/mi ispira", e può essere il libro leggero come quello denso di significato, una storia allegra come un romanzo strappalacrime, un volume di svariate pagine come un libretto da una manciata ;)
      In effetti penso che il libro della Morante possa piacerti: è una piccola chicca, non c'è forte continuità tra i racconti e quindi la lettura può essere sospesa, è un libro che può fare compagnia in piccoli momenti di pausa ... anche tra un capitolo e l'altro di una lettura più lunga ;)
      Un abbraccio e buone vacanze anche a te!
      ... la miciotta ringrazia ;)

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  2. Non sempre il fatto che siano poche pagine è indice di poco spessore e lo dimostri tu con questo post. La Morante è sempre la Morante qualsiasi cosa scriva secondo me, quando si è grandi scrittori lo si rimane per sempre, curioso e sconosciuto invece il secondo volume che andrò a cercare! Quale periodo migliore se non le vacanze per addentrarsi in letture diverse? Un bacione!

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    1. E' proprio così, lo spessore non è indice di qualità :)
      Grazie Ely, il libro della Morante è veramente molto bello e quello di Fénéon è una chicca interessante anche se un po' particolare. Se lo leggi fammi sapere se ti è piaciuto!
      Un bacione

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